Il Falcone-Righi sulla Rai: la scuola diventa un’agorà di dialogo, partecipazione e cittadinanza attiva

Dalla paura generata dalle fake news alla voglia di partecipare e far sentire la propria voce

L’IIS Falcone-Righi di Corsico è stato protagonista di un servizio televisivo della Rai dedicato a un’importante esperienza di partecipazione, dialogo e cittadinanza attiva che ha coinvolto studenti, docenti e dirigenza scolastica.

Tutto è nato in seguito alla diffusione, nei giorni precedenti, di notizie false e messaggi allarmistici che evocavano possibili episodi di violenza, incendi e spedizioni punitive. Informazioni che hanno generato paura e disorientamento, soprattutto tra gli studenti più giovani.

Di fronte a questa situazione, la scuola ha scelto di reagire trasformando un momento di difficoltà in un’occasione di crescita collettiva. Per quattro giorni le lezioni tradizionali hanno lasciato spazio a un’esperienza diversa: le classi si sono trasformate in tante agorà, luoghi di incontro e discussione nei quali confrontarsi sui temi che attraversano la società contemporanea.

Come far sentire la propria voce in modo efficace? Come contrastare la violenza e la diffusione delle fake news? Come essere ascoltati dalle istituzioni e diventare parte attiva dei processi decisionali e della vita pubblica?

Sono alcune delle domande che hanno guidato il lavoro degli studenti, impegnati in dibattiti organizzati sulla base di una programmazione condivisa e articolati in diversi momenti di confronto, workshop e incontri con esperti.

L’obiettivo non è stato soltanto discutere, ma arrivare a elaborare proposte concrete. Nei prossimi giorni, infatti, gli studenti lavoreranno alla sintesi delle riflessioni emerse, per trasformarle in idee e richieste da presentare alle istituzioni.

Un momento particolarmente significativo sarà quello di sabato, nell’Aula Magna dell’Istituto, quando le proposte elaborate dagli studenti verranno consegnate ai rappresentanti delle istituzioni.

L’esperienza porta con sé anche un messaggio importante: la necessità di cambiare la narrazione delle periferie. Non luoghi da raccontare soltanto attraverso le difficoltà e le criticità, ma comunità capaci di costruire, proporre, partecipare e generare idee.

Come sottolineato nel servizio Rai dalla dirigente prof.ssa Maria Vittoria Amantea «la periferia costruisce, sa costruire molto molto bene e questi ragazzi vogliono dimostrarlo».

È proprio questo il significato più profondo dell’iniziativa: dimostrare che la scuola può essere uno spazio in cui le nuove generazioni non si limitano ad ascoltare, ma imparano a confrontarsi, a esercitare il pensiero critico, a dialogare con punti di vista differenti e a partecipare attivamente alla vita della comunità.

L’auspicio è che questa esperienza non rimanga un episodio isolato, ma possa diventare un appuntamento ricorrente, capace di mantenere vivo il confronto tra studenti, scuola, territorio e istituzioni.

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