Nei mesi di febbraio e marzo 2026, le comunità cristiane dei Comuni di Cesano Boscone, Corsico, Buccinasco, Assago, Trezzano sul Naviglio e Cusago accoglieranno con gioia la visita pastorale dell’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, al Decanato di Cesano Boscone.
Durante questa importante occasione, l’Arcivescovo incontra diverse realtà significative del territorio, tra cui quelle legate al mondo educativo.
In particolare, giovedì 26 febbraio alle ore 15.30, presso l’Aula Magna dell’Istituto Omnicomprensivo di Corsico (viale Italia 22/26), si è svolto un incontro dedicato ai dirigenti scolastici e ai docenti degli istituti secondari di primo e secondo grado del territorio. L’evento ha rappresentato un’opportunità di dialogo e confronto su temi centrali per la comunità educativa.
Ad aprire l’incontro sono state le dirigenti della Falcone–Righi, Maria Vittoria Amantea e Silvia Bassi, del Vico, che hanno introdotto il momento di dialogo sottolineando il valore della presenza dell’Arcivescovo per la comunità scolastica e per il territorio. Sul palco, accanto a mons. Delpini e alle dirigenti, era presente anche don Paolo Timpano, docente della Falcone–Righi.
Nel suo intervento, mons. Delpini ha messo in guardia da una narrazione pessimistica del presente e del futuro. «Oggi va male e domani andrà peggio» – ha osservato – è un messaggio pericoloso, soprattutto in ambito educativo. Trasmettere ai giovani l’idea di un declino inevitabile significa indebolire il senso di responsabilità e spegnere la motivazione. Con parole nette, ha aggiunto che il futuro non è determinato da un destino impersonale: «Il destino non esiste». Il futuro, ha sottolineato, dipende dalle scelte e dall’impegno di ciascuno.
Il passaggio, particolarmente incisivo, è stato accompagnato da un momento di ironia: cogliendo lo sguardo perplesso di don Paolo, l’Arcivescovo ha alleggerito il tono con una battuta, suscitando un sorriso tra i presenti.
Al centro dell’incontro è stata posta la relazione tra docente e studente. Ogni ragazzo – ha ricordato – ha bisogno di percepire che un adulto si aspetta qualcosa di buono da lui. Non si tratta di pressione o di pretesa, ma di uno sguardo che riconosce valore e possibilità. L’educazione nasce dalla fiducia: è questa a rendere credibile la proposta formativa della scuola.
Un altro passaggio significativo ha riguardato il ruolo dell’adulto. Per un giovane è decisivo incontrare persone «contente di essere adulte», capaci di vivere con consapevolezza e convinzione la propria responsabilità educativa.
A chiudere l’incontro, il richiamo alla speranza. Non un ottimismo superficiale, ma la certezza che il bene sia possibile e che l’impegno quotidiano nella scuola contribuisca a costruire il futuro. Un messaggio che interpella direttamente la comunità docente, chiamata ogni giorno a educare non solo attraverso le discipline, ma attraverso la qualità dello sguardo e della relazione.
0