Lettera del collegio docenti sulla nuova riforma degli istituti tecnici

Il collegio docenti ha discusso e approvato a maggioranza il presente documento riguardo la recente riforma degli istituti tecnici.

Oggetto: mozione del Collegio Docenti dell’IIS Falcone-Righi di Corsico (MI) sulla riforma dei nuovi Istituti Tecnici 

Il nuovo riordino degli istituti tecnici mette in discussione l’idea di scuola nei principi della nostra Costituzione Repubblicana, principi condivisi dai noi docenti dell’IIS Falcone-Righi, e snatura il modello di formazione tecnica che rappresenta un’eccellenza della scuola italiana. 

Vengono ridotti il tempo scuola e modificati sia il quadro orario sia l’offerta formativa presentati agli studenti e alle loro famiglie lo scorso autunno, durante le attività di orientamento, in violazione dei principi fondamentali stabiliti dal DPR 249/1998. 

I tagli alle materie caratterizzanti il corso di studi, l’introduzione di percorsi di formazione scuola-lavoro già dal secondo anno e l’ampliamento della quota di ore a disposizione della scuola rappresentano segnali preoccupanti di una concezione dell’istruzione tecnica orientata a rispondere primariamente alle esigenze del mercato del lavoro e alle scadenze attuative del PNRR. 

Una riflessione pedagogica sul ruolo dell’istruzione tecnica è necessaria: la continua evoluzione tecnologica richiederebbe una solida formazione culturale, che consenta agli studenti di affrontare le sfide del futuro e dell’IA. e di proseguire gli studi universitari, come avviene attualmente. 

Quali sono, invece, le scelte che si registrano? Una drastica riduzione di ore. 

Le discipline che subiscono tagli sono fondamentali, anche per i successivi studi universitari: permettono alle studentesse e agli studenti di acquisire un metodo di studio, sviluppare capacità critiche, ampliare i propri orizzonti, governare la complessità del mondo contemporaneo, compiere scelte consapevoli per il loro futuro di cittadini. 

Un ulteriore elemento critico è il ricorso agli insegnamenti in codocenza che, in assenza di adeguate risorse e formazione, rischia di ridursi a una semplice giustapposizione di docenti, con la conseguente perdita di specificità degli insegnamenti e peggioramento della qualità della didattica. 

Si avverte il rischio che l’istruzione, privata di una solida base teorica, a causa della progressiva svalutazione delle discipline dell’area generale e di indirizzo, si riduca a semplice preparazione all’occupabilità immediata. 

Per queste ragioni si teme, oltretutto, che questo riordino comporti un indebolimento del valore legale del titolo di studio.

Molte sono le criticità, didattiche e pedagogiche: 

  • la rapidità richiesta negli adempimenti amministrativi ha sottratto tempo prezioso alla condivisione metodologica, elemento indispensabile per garantire stabilità e qualità ai percorsi di studio degli allievi; 
  • l’introduzione di nuove discipline e di assegnazioni inedite di cattedra, senza un’adeguata formazione e senza linee guida, pone dubbi sulla qualità dell’insegnamento e avrà indubbiamente ricadute sui profili in uscita; 
  • la gestione delle ore comprese nella Quota del curricolo a disposizione della scuola, utilizzata sulla base dell’autonomia scolastica per potenziare discipline già presenti all’interno del curricolo o introdurne di nuove, attua una diversificazione del percorso formativo, anche nel caso in cui si tratti dello stesso indirizzo di studi, determinando, così, la scomparsa del cosiddetto “biennio comune”. La conseguenza sarà una marcata disparità territoriale da una scuola all’altra. 
  • l’anticipazione della scelta dell’indirizzo a 14 anni, conseguenza della riforma, richiede una riflessione pedagogica più approfondita per evitare sia l’impatto negativo sul successo formativo degli studenti, sia l’aumento del rischio di dispersione scolastica; 
  • l’introduzione della filiera tecnologico-professionale rischia di impoverire il progetto pedagogico che diviene mera accelerazione verso il mercato del lavoro: si comprimono i tempi necessari alla maturazione cognitiva e culturale che un percorso quinquennale tradizionalmente garantisce; 
  • l’applicazione della riforma a iscrizioni già chiuse genera un disallineamento tra l’offerta formativa scelta dalle famiglie per il prossimo anno scolastico e l’effettivo percorso di studi che sarà erogato; 
  • la mancanza di Linee Guida e del decreto sulle classi di concorso al momento della definizione dei quadri orari impedisce una pianificazione certa degli organici e una definizione stabile del PTOF. 

Come docenti dell’IIS Falcone-Righi rifiutiamo questa riforma. Siamo convinti che l’istruzione tecnica debba mantenere un alto valore culturale e civile: solo così si garantiranno a tutti gli studenti reali pari opportunità in una società purtroppo segnata da crescenti disuguaglianze. 

IL COLLEGIO DOCENTI dell’IIS Falcone-Righi di Corsico (MI), pertanto: 

  • Esprime dissenso rispetto a modalità, tempi e contenuti con le quali il MIM intende attuare questo riassetto; 
  • Invita il Ministro a ritirare la riforma o prevederne il differimento: in quest’ultimo caso auspica l’apertura di un confronto reale e strutturato con i soggetti coinvolti sugli aspetti ordinamentali, curricolari e organizzativi della riforma. Il fine è di tutelare il diritto degli studenti e delle famiglie a una scelta consapevole e permettere alle scuole una progettazione curricolare adeguata; 
  • Chiede al Dirigente Scolastico di trasmettere il presente documento a tutte le sedi istituzionali preposte.

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