L’IIS Falcone Righi di Corsico protagonista all’evento “Ad alta voce: come ci opponiamo alla guerra?”

14 aprile: appuntamento di grande valore formativo per alcune classi del Falcone-Righi a casa Emergency.

Collegati più di ventiseimila studenti da tutta Italia per una riflessione collettiva sul drammatico tema di attualità:  la  guerra, i  diritti umani e il ruolo della comunicazione per educare ad una  cittadinanza attiva.

A guidare l’incontro,  Veronica Pinelli e Francesco Arienzo capaci di accompagnare il giovane pubblico sui temi  dei diversi  interventi, legati da un filo comune: il valore della voce come strumento di consapevolezza e cambiamento.

Ed è stato proprio l’ex magistrato e ora noto  scrittore Gianrico Carofiglio  con la presentazione del suo ultimo libro  Accendere i fuochi.  Manuale di lotta e gentilezza ad invitare gli studenti a non accontentarsi di risposte semplici, ma dare forza alle parole, alle idee, alle passioni per cambiare il mondo e allenare il pensiero critico, attraverso il dubbio e l’errore.

Date parole al dolore…” , come ben insegna  Shakespeare,  per sottolineare ancora di più,  quanto sia importante nominare ciò che si prova e che crescere significa anche imparare ad  accettare l’errore come parte del percorso e vivere anche i “fallimenti”.

Per dare poi ancora più forza su  come opporsi alla negatività e in particolare alla guerra,sul palco di casa Emergency, l’intervento di Mario Soldaini che senza supporti visivi o artifici tecnici ha tenuto l’attenzione degli studenti, facendo leva proprio  sul valore della parola e dell’ascolto, raccontando come, di fronte alle notizie provenienti da Gaza, abbia scelto di non restare spettatore.

Come? Costruendo  insieme ad altri ragazzi una rete di contatti con poeti palestinesi, utilizzando i social per dare spazio alle loro voci. La poesia allora , diventa  valore civile che può  diventare rifugio, identità e memoria quando tutto il resto intorno  viene distrutto.

Ed è proprio questo uno degli insegnamenti della mattinata: il senso della letteratura oggi, non interesse per pochi eletti, ma uno strumento di osservazione e indagine che costringe a guardare la realtà e a prendere posizione.

Un invito, implicito ma chiaro, a non restare fermi, ma a muoversi anche e soprattutto con le parole, è venuto dall’intervento della giovane Emma Ruzzon che con ”un sensazionale discorso“  agli accademici della sua facoltà, ha dimostrato come  le parole possano avere un effetto e un impatto sulla società.

Di grande impatto  è stato infine  l’intervento del dottor Giorgio Monti, che ha condiviso la propria esperienza come medico nei contesti di guerra, offrendo al giovane pubblico  una testimonianza diretta e senza filtri.

A completare il quadro della mattinata, l’intervento conclusivo di  Simonetta Gola, direttrice della comunicazione di Emergency dal 2012. che ha evidenziato di come il ruolo della comunicazione sia fondamentale per  trasformare le storie individuali in consapevolezza collettiva e costruire una cultura di pace.

L’evento si è rivelato molto più di un incontro: un vero spazio di riflessione, in cui gli studenti non solo hanno   ascoltato, ma hanno iniziato a  interrogarsi…e quando gli è stato dato spazio per intervenire, il silenzio  non è stato   disinteresse,  ma — come spesso accade nelle esperienze più intense — raccolta di idee e  parole che sembravano improvvisamente insufficienti.

Per la nostra scuola partecipare a momenti come quello di oggi, significa non solo offrire agli studenti strumenti per leggere il presente con maggiore consapevolezza , ma anche per riconoscersi come parte attiva della realtà.

In un tempo in cui il rischio è parlare molto e capire poco, incontri così evidenziano ancora di più un aspetto essenziale: la voce ha valore se trova le parole per esprimere emozioni, legami e creare ponti che davvero possano contribuire a costruire la pace.